Condizione originaria dell’esser-ci
CURA è una performance che indaga il concetto di cui porta il nome – inteso come stato, come processo e come azione – costruita attorno e sopra ad una tavola chiodata.
Nel mito, la dea della preoccupazione Cura, passando vicino a un fiume, vide dell’argilla, la raccolse pensierosa e iniziò a immaginare e modellare una figura. Innamoratasene chiamò Giove e gli chiese di concedere uno spirito a quella creazione, richiesta che Giove acconsentì prontamente. Tuttavia, quando Cura desiderò dargli il suo nome, Giove lo proibì, insistendo sul fatto che il nome doveva essere il suo. Mentre i due discutevano, emerse Tellus, dea della terra, che desiderava che il nome fosse il suo, poiché aveva messo a disposizione il suo corpo per quella creazione. La disputa venne quindi portata davanti a Saturno. Egli stabilì che Giove, avendo donato lo spirito, avrebbe avuto diritto all’anima della creatura dopo la morte; Tellus, essendo stata la dea che aveva fornito il corpo, avrebbe avuto diritto al corpo; mentre Cura, che per prima aveva dato forma alla creatura, ne avrebbe mantenuto il possesso durante tutta la sua vita. Quanto al nome, Saturno decise che la creatura sarebbe stata chiamata”uomo”, poiché plasmata dall’humus.