CORPO A CORPO

“CORPO A CORPO” è una performance che esplora la condizione di resistenza. Lo spettatore vede un corpo riportato all’essenzialità della sua presenza fisica: il corpo nudo dell’artista interagisce con la superficie riflettente e scivolosa di un praticabile nero che potrebbe essere un tavolo anatomico, un monolite, un altare, un campo di battaglia, la Kaʿba, la pietra nera, una cassa. Da questo emergono suoni grezzi — cronache di guerre in corso, catastrofi ambientali, rivolte, migrazioni — e il praticabile è cosparso e circondato da acqua che riflette tutto in una sorta di “lutto incantato,” una seduzione alienante in cui il corpo sembra mosso da forze invisibili.

Quest’interazione è un corpo a corpo con il mistero: il mistero del corpo, di noi stessi, dell’altro e delle calamità e ingiustizie. Come un “cadavere seducente,” il corpo rimanda a una potente vanitas contemporanea che ipnotizza, richiamando la caducità dell’esistenza e il continuo scontro tra equilibrio e abbandono, stabilità e caduta. I movimenti dell’artista evocano i santi della pittura europea, i martiri e le persone colpite dai conflitti odierni, fino ai manifestanti che si oppongono alle ingiustizie del nostro tempo: un corpo a corpo tra il popolo e il potere, tra oppressori e oppressi.

Questa performance è dedicata a chi lotta contro la violenza dei poteri oppressivi, e rappresenta per l’artista una dichiarazione politica. Il corpo agisce come forma di resistenza, rivendicando l’autonomia e l’autenticità di ogni essere umano, risvegliando nello spettatore uno stato di empatia e riflessione.”

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DEAD LINE 31.12.2026