Un ordine armonico forma un solido pilastro, una superficie liscia, regolare, pulita. Cosa c’è dentro? Quali forme nasconde? Il pilastro oscilla, sta per crollare e rompere il silenzio. Poi un tonfo, e un sacco di polvere… quel che c’era prima ora è assente; l’integrità è persa, l’energia si disperde… un passo in più in favore dell’entropia.
In un mondo fatto di momenti che si sfaldano e di energia che si disfa in nubi di calore trovano spazio zone d’ordine, porzioni d’esistente che tendono verso una forma, una prospettiva.
Concettismi barocchi riecheggiano sulla scena e nel corpo, che raccoglie movimenti irrisolti del passato e ne discute con un drone-pilota insieme a cui esplora una meta-relazione imprecisata. Le combinazioni di questi elementi in relazione cercano un loro fine, escogitando soluzioni fantasiose fatte di emblemi vecchi e nuovi.
E se queste relazioni non avessero un fine? Potrebbero essere semplicemente interessanti, piacevoli, divertenti.
